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Ottobre 2013

Mission Nepal Ottobre 2013 (by Irene Pujatti)

Appena arriviamo a Kathmandu, percepiamo subito  che saranno giorni intensi, pieni di sorprese e di tante soddisfazioni.

All’albergo, ci aspettano i nostri amici dell’Associazione Beppe e Rossana Mantovan, di Bolzano, con il cui prezioso contributo abbiamo realizzato un importante progetto in Chitwan, nel sud del paese, una bellissima scuola frequentata da ben 800 alunni.

L’immancabile Dhalbhat ed un saporito dolce Thè al Masala ci danno  il benvenuto nei sapori del Nepal prima di organizzarci per la partenza per il villaggio di Benighat, a 4 ore di strada dalla capitale.

Anche se siamo stati innumerevoli  volte, in Nepal, quest’anno arriviamo in giorni molto particolari per la cultura locale. Siamo  ancora nel periodo del Daisin, una delle principali feste nepalesi, che corrisponde al nostro Natale. La capitale si svuota, perché si ritorna nei villaggi di origine, per riunirsi con la famiglia. Tanti negozi sono chiusi  e le strade sono straordinariamente deserte.

Molto strano, per il periodo, è anche incontrare la pioggia, che non ci lascerà per diversi giorni. Leggeremo poi che è la fine del Monsone indiano, più lungo degli ultimi  cinquant’anni … siamo ad ottobre e di solito finisce ai primi di settembre!!!

Comunque nulla ci ferma, abbiamo un programma fitto di attività e quindi si parte per il villaggio, verso la Happy Home!! Che emozione: è la prima volta che pernottiamo lì, insieme ai bambini che a gennaio hanno inaugurato questa bellissima nuova struttura!!! Sono tutti ad accoglierci, con una commovente festa della Tika, il tradizionale gesto di buon augurio che ci dona Mr Kandel, il papà di Ravi, presidente dei Co.y.On , l’associazione con cui collaboriamo da 10 anni. Partecipiamo tutti con gioia: volontari, bambini, i nostri amici nepalesi e la casa stessa, è il suo primo augurio di buona apertura.

Nei giorni seguenti, sembra che, oltre al monsone, sia arrivato un vero e proprio tornado: tutti i volontari ed i bambini di Hanuman, si mettono in azione rivoluzionando tutte le stanze, per pulire, riordinare, intervenire a sistemare gli impianti non perfetti … soprattutto l’impianto idraulico, che dà seri problemi in alcune stanze e che dovrà essere sistemato con altri interventi nel prossimo viaggio. Però che bellezza, è davvero una Happy Home: trascorriamo i giorni seguenti con i bambini che, dopo una prima timida vicinanza, si arrampicano letteralmente su di noi, per darci il buongiorno e giocare con noi.

Controlliamo tutte le loro cose … grandi lavaggi di biancheria, vestiti, pulizie, acquisti dei beni di prima necessità ed alla sera, gran doccia calda e poi a dormire nei loro  soffici letti a castello. Ora dopo ora, i loro sorrisi si aprono e cominciamo a conoscere meglio i loro caratteri, il dolce Danyal, il gentile Suman, il vivace Rohan, la “terribile” dolce Sushila. Viviamo insieme questi giorni, cercando di far capire loro che seguire le regole della casa è indispensabile per preservare questa Happy Home, la loro nuova casa. Dovranno aver cura delle loro cose, aiutarsi come fratelli di una grande famiglia. Non è facile abituarsi a sentimenti non per tutti conosciuti. Sono cresciuti  senza l’affetto di una famiglia da lungo tempo, sono da poco con persone che si prendono quotidianamente cura di loro, ma stanno imparando e soprattutto si accorgono subito che lì sono al sicuro. 

Sono i primi 10 bambini  che vivono nella casa e frequentano le scuole vicine. Un professore segue, nel pomeriggio,  il loro percorso scolastico ed una didi – governante – li accudisce e fa loro da mangiare. 

In quei giorni incontriamo altri bambini per programmare il loro ingresso nella Happy Home appena finisce la festa, anche per far  recuperare al più presto le loro lacune scolastiche.    

Per fortuna siamo in tanti volontari e tutti super operosi: Silvana ed Anna fanno giocare le bambine confezionando  braccialetti e poi con grande energia organizzano un “battaglione” contro i germi dei bagni! Giancarlo, aiuta a sistemare i tubi per l’acqua affinchè tutti possano fare finalmente la doccia calda! Altri sistemano le stanze dei bambini, organizzando le loro cose e i loro libri in ordinate box colorate e preparano  i posti per i bimbi che entreranno nella casa nei giorni seguenti. In una grande sala, distribuiamo vestiti e giubbotti, omaggio di gentili sostenitori italiani. Sembra un gran bazar e notiamo che anche le bambine più piccole diventano vezzose alla vista di una bella magliettina rosa o i ragazzi pieni di sorrisi, quando sfoggiano il loro piumino nuovo, che li terrà caldi nel freddo inverno nepalese ormai alle porte.

Purtroppo i primi giorni sono all’insegna della pioggia  e quindi dobbiamo rivoluzionare il programma. Visitiamo la piccola scuola in riva al fiume, per verificare il nuovo progetto e anticipiamo la visita al Chitwan, a sud del Nepal, per controllare i lavori della scuola recentemente costruita. Per fortuna il terzo giorno una bella giornata di sole ci accompagna per un piccolo trekking verso la Salang School, un percorso bellissimo attraverso piccoli villaggi ed un’area con alberi meravigliosi. La pioggia ha reso difficoltoso il terreno che si presenta ancora molto scivoloso. Con una certa ansia, rientriamo all’Happy Home illuminando il sentiero con le torce.

Malgrado queste difficoltà, portiamo a termine le nostre visite alle scuole, in particolare andiamo a visitare dove sorgerà quella nuova, la Godam School. Per ora c’è solo il terreno, ma presto speriamo di vedere iniziare gli scavi! Dobbiamo però prima passare in 2 scuole vicine, che appoggeranno questo nuovo intervento ed è in quest’occasione che  restiamo purtroppo insoddisfatti dai lavori ancora da ultimare alla Irang school.   La troviamo non curata, con alcuni lavori da completare malgrado la promessa di sistemare tutto mesi prima. Non ci resta che discutere con il comitato scolastico e i rappresentanti della comunità affinchè capiscano quanto sia importante avere cura di quello che viene costruito, per loro, per i loro bambini e anche per rispetto degli sforzi che affrontiamo per realizzare questi progetti. Rientriamo con la loro promessa che tutto verrà sistemato come previsto. Siamo fiduciosi, soprattutto perché con loro ha parlato il preside di una delle migliori scuole del territorio, la Multiple college di Benighat.

E’ importante che i comitati scolastici insegnino agli studenti, alle loro famiglie ed a tutta la comunità a preservare questi progetti, per poter migliorare il loro ambiente ed avere possibilità di sviluppare nuovi programmi per i ragazzi, come abbiamo visto in alcune scuole da noi realizzate.

Haimè i giorni passano in fretta e dobbiamo rientrare in città. Che tristezza salutare i bambini, anche se sappiamo che li vedremo  prima della nostra partenza per l’Italia. E’ impossibile non affezionarsi, anche se sono passati solo pochi giorni.

Nei  giorni successivi ci dividiamo: il gruppo dei nostri amici di Bolzano partono per un trekking  sulle montagne Hymalaiane;  alcuni volontari approfittano per concedersi la visita dei dintorni più belli di Kathmandu e noi seguiamo le attività dell’associazione, con acquisti di oggetti di artigianato nepalese, incontriamo chi deve eseguire i lavori all’Happy Home e ci preoccupiamo delle ultime incombenze, prima della partenza.

Non manca una corsa alla lontana Ramechaap School, per la festa di inaugurazione del muro di recinzione e delle toilets: viaggio avventuroso, sulle jeep, lungo le strade sterrate e su camioncini sgangherati fino alla cima della collina, dove svetta questa imponente scuola dipinta di rosso. Al nostro arrivo, siamo felici di verificare il perfetto stato di conservazione della scuola e la conclusione dei nuovi lavori, ottimamente eseguiti. Applausi e festa e poi di corsa a Kathmandu.

Le ore si fanno frenetiche, per poter ritornare alla Happy Home, per gli ultimi controlli e soprattutto per i saluti ai nostri giovani ospiti, prima del volo di rientro. E’ a loro che va il nostro ultimo arrivederci a presto!!!