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Luglio 2015

Il grande giorno è arrivato! Torniamo nel “nostro” Nepal.

24 Luglio 2015

 

Il grande giorno è arrivato! Torniamo nel “nostro” Nepal.

Hanno bisogno della nostra presenza e del nostro aiuto, sono i 10 volontari di Hanuman Onlus che partono oggi per Kathmandu.

Ieri sera i nostri volontari nepalesi, hanno sdoganato le 20 tende partite dall’Italia il giorno 18 luglio. Sono tende ben strutturate e resistenti, come quelle usate dalla Protezione Civile, adatte quindi ad ospitare dieci/quindici persone ciascuna e sopportare la violenza dei monsoni, il sole cocente ed il prossimo inverno, in considerazione che molte famiglie non saranno in grado di ricostruire la loro casa in tempo. Le tende verranno donate alle famiglie dei bambini del progetto Happy Child che sono rimaste senza casa.

Visiteremo le nostre 15 scuole, dichiarate inagibili dal comitato di esperti nepalesi ed assieme ai tecnici del governo ed al nostro ingegnere italiano, esperto in ricostruzioni post terremoto, verificheremo i lavori da effettuare per poter ripristinare in modo sicuro le scuole, così da dare la possibilità a circa 5000 studenti di ritornare a frequentare le lezioni scolastiche come prima. Oggi le lezioni si svolgono in strutture provvisorie di bambù o sotto dei tendoni.

Incontreremo i bambini del nostro progetto Happy Child, sostegno a distanza, al fine di portar loro assistenza e supporto economico per la ricostruzione delle proprie abitazioni. Conosceremo altri bambini orfani e vittime del terremoto bisognosi del nostro aiuto.

L’energia ricevuta dalle tante persone che ci hanno sostenuto in questi mesi ci ha dato la forza necessaria ad affrontare questa nuova avventura in terra nepalese a soli tre mesi dal terremoto del 25 Aprile 2015. In noi “sopravvissuti” è ancora viva e forte l’emozione di quei terribili giorni in Nepal.

Ringraziamo tutti coloro che ci hanno sostenuto, ringraziamo Avventure nel Mondo che sostiene Hanuman Onlus dal 2004 ed ha donato 5 tende, così come La Fondazione Specchio dei Tempi, tramite campagna di raccolta fondi indetta dalla Stampa di Torino.

 

29 Luglio 2015

Come sempre l'atterraggio a Kathmandu ci riseva una grande emozione, oggi più che mai. Torniamo in Nepal a tre mesi dal terribile

 

25 Aprile 2015

I nostri amici ad accoglierci all'aeroporto sorridenti e con tanto di cartello di bnevenuto. Stanno tutti bene e sono pieni di entusiasmo ed energia per il lavoro che ci aspetta nei prossimi giorni. Le strade della capitale sono state sgomberate dai detriti dei crolli e lungo le vie tante sono le tende dove trovano rifugio gli sfollati dai villaggi.

Oggi siamo rientrati da Benighat dove abbiamo verificato lo stato delle scuole e vissuto assieme ai bimbi di Happy Home giornate di grande impegno e divertimento. I bambini stanno tutti bene anche se ancora molto spaventati dalle continue scosse, siamo riusciti a distrarli facendoli giocare, disegnare e portandoli in giro per il villaggio assieme a noi.

Assieme all'ingegnere del governo abbiamo controllato lo stato delle scuole ed i lavori da fare per rimetterle in sicurezza. Le notizie non sono delle migliori, le due più grandi hanno necessitá di interventi drastici devono essere ricostruite totalmente. Altre tre necessitano di interventi di ripristino alle strutture e la ricostruzione di alcune aule, due hanno subito danni lievi. Per raggiungere le scuole abbiamo usato dei camion e seduti sul cassone abbiamo raggiunto dopo ore di strade impervie e tortuose le costruzioni scolastiche. Le giornate caldissime, oltre 40 gradi ed il sole cocente hanno reso il nostro lavoro molto impegnativo in considerazione anche che alcune scuole sono raggiungibili solo a piedi e dopo ore di cammino in mezzo le montagne.

Al villaggio di Benighat la maggior parte delle case hanno subito danni strutturali gravi che ne impediscono l'abitazione altre sono crollate, gli abitanti del villaggio si sono organizzati per costruire casette, strutture in zinco e/o mattoni e zinco, dove poter alloggiare in sicurezza al riparo dai monsoni. 

Assieme ai nostri volontari nepalesi abbiamo montato sette tende per altrettante famiglie bisognose di un riparo, l'operazione di montaggio e sistemazione delle tende è stato un momento di gioia grazie anche alla collaborazione degli amici del villaggio che riescono ad essere sereni anche in questi momenti drammatici.

 

30 Luglio 2015

Oggi abbiamo visitato i villaggi di Bhirpani, Sidkha, Maghigaon e Dukha. Partenza alle 5,30 per raggiungere Maghigaon un piccolo villaggio di pescatori totalmente distrutto dal terremoto dove abbiamo costruito 28 casette di zinco atte a dare ospitalità agli abitanti del paesino. Abbiamo montato due tende una a disposizione della comunità, l'altra per la scuola dove studiano 58 bambini.

La forza del terremoto è impressionante, il 90% delle abitazioni sono crollate e distrutte, noi che abbiamo vissuto i terribili momenti del 25 aprile possiamo capire come si possa sentire quella povera gente. Girare per le abitazioni ed il villaggio si riceve una sensazione di tristezza e desolazione che passa velocemente nel vedere con quanta dignità si sono organizzati anche con il nostro aiuto, nel costruire assieme a noi le casette in cui ripararsi. 

Il lavoro nei campi è ripreso e tutto attorno è coltivato a riso e granoturco. 

L'accoglienza che ci riservano ogni volta che veniamo in questo villaggio è emozionante ed oggi ancor di più in quanto la loro sorpresa nel vederci dopo tre mesi dal triste evento è stata pari alla nostra emozione nel rivederli pieni di energia nel riprendersi la vita quotidiana di sempre. 

Appena finito di montare la tenda alla scuola gli insegnanti ed i bambini si sono organizzati per renderla operativa subito, allestendola all'interno con materiale scolsastico e arredando una piccola nursery.

Proseguiamo a bordo di un camion alla volta di Birphani, dove verifichiamo lo stato della nostra scuola. L'accoglienza è calorosa ed i bambini come sempre ci danno il benvenuto con battiti di mani e mazzi di fiori. Mentre alcuni di noi giocano e fanno cantare in coro i tanti alunni, altri verificano assieme agli ingenieri del governo nepalese i danni subiti dal terremoto. La scuola è inagibile, i danni sono di media entità e necessitano di lavori di ripristino importanti.

Proseguiamo alla volta di Dukha dove all' entrata del villaggio scorgiamo un cartello con scritto Hanuman Village è il ringraziamento della comunità a quello che abbiamo fatto. Il villaggio è stato completamente distrutto. Abbiamo costruito 80 casette. L'accoglienza con canti di benvenuto da parte delle mamme del villaggio ci emoziona. Tutt'attorno solo distruzione.

Anche in questo villaggio le famiglie si sono aiutate le une con le altre in modo da poter costruire assieme a noi velocemente un riparo fatto in bambù e zinco nel minor tempo possibile.

Montiamo una tenda capiente in grado di ospitare altre famiglie bisognose di un riparo.

Sulla via del ritorno ci fermiamo in una piccola scuola completamente distrutta dove veniamo accolti con tanto affetto e con richieste di aiuto.

Rientriamo alla capitale che sono le 23,30.

 

31 Luglio - 01 Agosto 2015

Lasciato il caldo afoso di Benighat e Ramechhap siamo nella fresca vallata di Kathmandu, fresca solo a causa delle piogge monsoniche che non danno tregua e non lasciano spazio al caldo sole di agosto.

In attesa di incontrare l'ingegnere del governo ci concediamo un piccolo intervallo visitando la splendida città di Bhaktapur, L'antica città è stata colpita dal terremoto ed alcuni templi e monumenti sono crollati ma nonostante tutto, il fascino che emana è rimasto intatto, complice l'immediato intervento di pulizia dei detriti che rendono meno devastante l'impatto visivo. Addentrandosi all'interno i segni del terremoto sono ancora molto evidenti e attraversare i vicoli stretti su cumuli di macerie è come ricevere un pugno nello stomaco. Incontriamo alcuni dei bambini del progetto Happy Child e verifichiamo che alcuni di loro vivono ancora nelle loro case, lievemente danneggiate, altri purtroppo sono costretti a vivere o nel campo tendato allestito dal governo, o in casette di zinco costruite in emergenza.

Assieme ai tecnici del governo visitiamo le ultime tre scuole: la prima con danni molto gravi dove sono necessari interventi strutturali importanti, la seconda fortunatamente con lievi danni e la terza con nessun danno subito. Nelle scuole i bambini ci riconoscono e subito fanno festa ed intonano assieme a noi cori e canzoni, questi momenti sono sempre emozionanti e ci riempiono di energia e forza nel continuare ad aiutare questo meraviglioso popolo.

Procediamo alla volta di Kirtipur dove incontriamo i bambini del progetto Happy Child, tutti hanno avuto la casa distrutta o gravemente danneggiata e quindi inagibili. La cosa che sorprende sempre è la serenità con cui affrontano la tragedia. Parlando con loro dimostrano grande sorpresa e felicità nel vederci e tanta tanta dignità. Si sono sistemati in casette di fortuna costruite con mattoni, bambù e pannelli di zinco.

La nostra presenza ed aiuto sono strumenti preziosi per le tante vittime del terremonto ed il riconoscimento d'affetto ricevuto da tutti i nostri bambini è evidente nei loro accoglienti sorrisi e nel loro sguardo riconoscente.

 

2 Agosto – 3 Agosto 2015

« Qualcuno mi ha domandato che cosa interessa a noi del Nepal. Ed io rispondo: dove c'è un uomo, uno solo, lì siamo anche noi, dove c'è memoria di un passato lì troveremo la modulazione nuova delle stesse illusioni, l'inveramento diverso, ma non discordante, degli archetipi dello spirito umano. »

 

(Giuseppe Tucci, Nepal: alla scoperta del regno dei Malla)

 

Siamo agli ultimi giorni della nostra missione in terra nepalese.

Oggi i titoli di tutti i giornali nepalesi sono sull’ennesimo disastro che si è consumato nel villaggio di Lumle causando la morte di 33 persone, i monsoni di cui tanto si parla sono arrivati causando smottamenti del terreno e frane, in varie parti del già martoriato paese dopo il terremoto del 25 Aprile scorso.

Leggendo questa triste notizia la memoria ci riporta ai quei giorni durante il terremoto in cui abbiamo organizzato i nostri primi interventi in aiuto alla popolazione nepalese, assieme ai nostri volontari presenti in Nepal abbiamo attivato subito una rete di soccorsi in quei villaggio martoriati dalla forza distruttiva del sisma e non ancora raggiunti dalle organizzazioni internazionali.

Oggi a distanza i tre mesi siamo tornati in Nepal per portare la nostra attenzione sui bambini da noi direttamente seguiti e facenti parte del progetto Happy Chlld e concentrarsi sulla situazioni delle nostre scuole per poter portare in uso le strutture colpite gravemente dal terremoto in modo da riportare i bambini a scuola e farli tornare alla vita normale di sempre.

Partiamo presto per raggiungere il villaggio di Sakhu dove visitiamo gli ultimi bambini del progetto Happy Child. Il centro storico del paese è stato completamente distrutto, il 90% delle costruzioni sono collassate le altre dichiarate inagibili. Alcuni di loro assieme alle famiglie si sono organizzati in baracche di fortuna, altri hanno costruito con il nostro aiuto le casette in bambù. L’incontro come sempre è molto emozionante e toccante, con ognuno di loro parliamo davanti alla casa distrutta e la dignità che emerge non ha pari, dovremo imparare tanto da questo atteggiamento.

Andiamo a trovare i bambini del progetto Happy Child in Patan. Molti di loro sono costretti a vivere in baracche di fortuna e ancora peggio dentro la casa pericolante e dichiarata inagibile dal governo, a tutti loro abbiamo dato la possibilità di poter alloggiare in casette di bambù e zinco non avendo spazio a sufficienza per poter montare le tende portate dall’Italia. Da tutti loro riceviamo un sorriso il più bel regalo della giornata appena trascorsa.

In questi giorni in cui siamo stati a stretto contatto con i bambini, le loro famiglie ed i nostri amici e volontari nepalesi, abbiamo visto tornare il sorriso crescere la voglia forte di ricominciare. I contadini nelle pur tante difficoltà sono tornati alla terra, le coltivazioni di riso, granoturco, melanzane, patate e altro sono tornate e rinverdire le colline e le vallate del paese.

Il traffico nelle città della vallata è tornato, segno che le attività commerciali stanno riprendendo. I campi tendati si stanno riducendo, riportando al lavoro gli artigiani nepalese. I turisti sono ancora molto pochi, glia aerei in arrivo sono vuoti così coke le strada ed i negozi del quartiere turistico di Thamel.

Manchi solo tu a fianco di questo popolo.

 

4 Agosto 2015 - 5 Agosto 2015

Ultime ore in Nepal poi si torna in Italia.

Incontriamo il Ministro dell'Interno e degli Esteri del Governo Nepalese i quali si congratulano con noi per quanto abbiamo fatto in questi anni e per la nostra continua presenza in Nepal.

Vistiamo Durbar Square a Kathmandu, forse la più colpita dal sisma, salta subito all'occhio il lavoro di  pulizia dai detriti e la messa in sicurezza dei monumenti.

Nella piazza proprio di fronte agli uffici della Polizia Metropolitana di Kathmandu vi sono delle tende che sostituiscono le aule danneggiate agli alunni della scuola. Parliamo con il preside della scuola e capiamo che hanno bisogno di tende più resistenti alle piogge monsoniche, infatti quelle che hanno montato sono state strappate dalla furia del vento che nelle settimane scorse hanno interessato la capitale.

Decidiamo di donar loro una delle tende che abbiamo portato con noi dall'Italia. Gli alunni sono entusiasti nel vedere la nuova tenda e seguono le fasi di montaggio con gli occhi sgranati ed entusiasmo.

Il gruppo parte per l'Italia in serata, resteranno due volontari a seguire i lavori che abbiamo avviato.