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Dicembre 2015

Marco, un nostro volontario, si è recato in Nepal durante il mese di Dicembre, dove ha vissuto una bellissima esperienza alla Happy Home, la casa famiglia di Hanuman Onlus in cui sono alloggiati tanti bambini orfani. 

 

Marco ha condiviso con i bambini e la popolazione le difficoltà post terremoto rese ancora più difficili "dall'embargo non dichiarato da parte dell'India", che in questi mesi ha bloccato il paese dal rifornimento di gas e benzina, rendendo quindi l'approvvigionamento delle merci difficoltoso e a costi molto più elevati.

 

Dicembre 2015

Namastè, sono Marco. 

Nel mese di dicembre 2015 ho fatto la mia prima esperienza di volontariato in Nepal, tramite l’organizzazione no profit Hanuman Onlus.  

 

E proprio l’anno scorso, il Nepal, è stato colpito da un violento terremoto che ha causato morti, feriti e distrutto molte abitazioni e monumenti nazionali. Inoltre, come se  non bastasse,  ha subito  in questi mesi  un embargo, che lo ha privato di benzina e bombole del gas.

 

Appena sono arrivato nella capitale Kathmandu, ho avuto la netta impressione che il paese stesse vivendo un momento difficile e caotico, infatti file interminabili di autoveicoli  sostavano da giorni nei pressi dei distributori, la gente era in attesa delle bombole di gas per cucinare ed i terribili segni del terremoto  risaltavano tra la solita confusione che caratterizza Kathmandu. Però, osservando con maggiore cura, ho percepito che la gente, nonostante la sciagura, vivesse questo  difficile momento con dignità ed una certa serenità.  La vita infatti proseguiva a ritmo lento senza troppe esasperazioni.

Il giorno successivo ho lasciato la capitale, in direzione ovest, verso la valle di Kathmandu.

 

Qui, il paesaggio  diventa rurale e meraviglioso allo stesso tempo,  dominato da immense risaie (nel periodo invernale coltivate con verdure varie), verdi  foreste e ridenti villaggi che si susseguono, sino a giungere a Benighat. 

 

E proprio in questo paese, Hanuman Onlus ha costruito: una casa famiglia, l’Happy home, che accoglie bambini orfani o con problemi famigliari e molteplici scuole. 

Arrivato alla casa, l’impatto è  stato magico ed emozionante. Mi sembrava quasi famigliare. E’ come se avessi avuto la sensazione di essere già stato lì da molto tempo, una specie di rapimento che mi ha fatto vivere in un mondo lontano e fantastico. 

 

I bambini ed i ragazzi mi hanno accolto con grande entusiasmo ed io mi sono sentito felice e colmo di gioia. Insieme abbiamo svolto molte attività: colorare disegni, dipingere stampi di gesso, costruire strumenti musicali, giocare con le loro biglie e con gli elastici o a calcio. Tutto questo è avvenuto con naturalezza e spontaneità, nonostante fosse per loro tempo d’esami scolastici.

Insieme formavamo gruppo in ogni momento della giornata:  la mattina con la colazione a base di the e biscotti, a  pranzo con il tipico dal bhat, poi si partiva per la scuola, tutti in fila indiana, a piedi tra le bellissime strade in collina, poi la merenda ed infine tutti insieme per la cena, sempre a base dello squisito dal bhat. 

 

Mangiavamo all’aperto e per terra, intorno al fuoco. Si cucinava con la legna, poiché mancavano le bombole del gas. Qui i ragazzi mi coccolavano in modo straordinario, preparandomi due sedie , una per sedersi e l’altra come tavolo. Inoltre hanno sempre lavato i miei piatti,  non potevo protestare, i loro gesti di cortesia erano disarmanti ed il momento di gioia non si poteva certo spezzare. 

A scuola ho svolto anche alcune attività con varie classi, simili a quelle della casa, ed anche qui la felicità dei bambini era incontenibile e coinvolgente. 

 

Ho conosciuto molte persone del villaggio, soprattutto agricoltori del luogo, che mi hanno sempre accolto con molto calore e curiosità. In ogni posto trovavo una casa, anzi una famiglia. 

L’appuntamento serale con il gioco era molto sentito, purtroppo durava poco, in quanto i ragazzi erano impegnati nello studio, per la preparazione degli esami imminenti. Il periodo di gioco andava dalle 20.30 alle 21.00. Ricordo che a pochi minuti dall’inizio una forte emozione di attesa sfociava in sguardi complici tra noi e l’orologio appeso al muro. E poi via con il bowling da tavolo per la felicità di tutti.

Una sera un bambino della casa mi ha chiesto se invece di giocare, poteva dipingere uno stampo di gesso. Gli ho risposto che non stava a me decidere, perché ero solo un ospite e volontario, ma lui con naturalezza mi ha ribadito che facevo invece parte della famiglia! 

 

Ogni momento, ogni situazione, creavano un’emozione indescrivibile. 

 

Ringrazio tutto lo staff di Hanuman Onlus per avermi dato la possibilità di vivere dei momenti meravigliosi ed  indimenticabili.

 

By Marco P.