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Aprile 2007

PROGETTO NEPAL Aprile 2007

Il volo di ritorno, questa volta, prevede una sosta a Doha, in Qatar, piccolo, ma ricchissimo, stato che si affaccia sul Mar Arabico. Alle 3,50 del mattino, il gruppo, composto da ben venti persone, fra volontari e semplici turisti-avventurieri-curiosi, entra nel lussuoso albergo della capitale, offerto dalla compagnia aerea del ricco emirato, e stenta a credere ai propri occhi. Sembra d'essere ancora tutti dentro una centrifuga, la centrifuga delle emozioni, che per dieci giorni li ha rigirati tra i suoni, i colori, gli odori, le musiche, i canti, i balli, i sorrisi, gli occhi increduli dei bimbi, gli abbracci e le lacrime che, ancora una volta, in molti di loro, sono scese copiose, al momento della partenza. Gli sguardi dei protagonisti di questa avventura non riescono a nascondere la loro commozione e, con la chiave magnetica della stanza in mano, essi attraversano la hall, quasi senza far rumore, per non disturbare quella magica sensazione che ancora per tanti giorni regnerà nelle loro menti.

Non è semplice riordinare le idee, una volta tornati a casa dalla grande avventura, che noi di Hanuman viviamo e facciamo vivere, ogni volta che ci rechiamo in Nepal.

Le emozioni sono talmente forti e varie che, anche noi, veniamo comunque sempre travolti dalla magica atmosfera della gratitudine e dalla spontaneità delle persone che ci circondano, nonostante ormai da oltre 20 anni attraversiamo i magici sentieri di questa terra ricca di storia e passato, che faticosamente stenta ancora a costruire il proprio futuro. 

Negli anni passati non abbiamo mai desistito dall'atterrare nella capitale nepalese, persino in occasione del golpe del febbraio 2005 e, peggio ancora, durante i violenti scontri armati tra le forze governative ed i maoisti. All'epoca dei lunghi scioperi e dei divieti assoluti di circolazione, abbiamo sfidato le fazioni in lotta, per portare la nostra forte presenza ed il nostro messaggio di pace. Scortati dagli autoblindo dell'esercito, abbiamo raggiunto i villaggi della vallata di Kathmandu (Benighat, Bungamati, etc.), per portare a termine le nostre missions. Anno dopo anno, siamo stati costantemente sul territorio, sino ad oggi, aprile 2007, ancora una volta presenti, per l'inaugurazione di altre due scuole e per incontrare i 26 bambini adottati a distanza tramite la nostra Associazione, nell'ambito del Progetto Educating Children. Progetto, quest'ultimo, che consente a questi poveri bimbi di continuare gli studi in un paese dove la scolarizzazione rappresenta ancora un lusso per pochi.

Al nostro arrivo a Kathmandu, gli amici locali e la neonata Hanuman Onlus Nepal, ci riservano, come al solito, una sorpresa: un grande striscione di benvenuto per tutti gli amici di Hanuman Onlus e le coloratissime ghirlande di fiori. Gli abbracci e le pacche sulle spalle si sprecano. Le parole si perdono nell'aria, tante sono le cose che abbiamo da raccontarci. Mentre arriviamo all'Hotel Lai Lai, vediamo una capitale più serena. La gente per strada ha una sguardo diverso dall'ultima volta ed i posti di blocco sono tutti scomparsi. Facciamo qualche domanda agli amici nepalesi, che rispondono con entusiasmo sul futuro del loro paese e su tutto ciò che si sta ricostruendo. Un paese che sta predisponendosi ad un nuovo futuro, più speranzoso. Noi, peraltro, il nostro grande contributo lo stiamo dando da anni. La scolarizzazione è il primo passo per la crescita di un paese e noi vi crediamo da sempre.

Arriviamo a Benighat che il sole è già alto ed i suoi raggi ci stringono in un caloroso abbraccio. L'accoglienza come al solito è grandiosa. Alla Shree Chandrodaya Lower Secondary School, la prima scuola da noi costruita, i bambini, composti in una fila ordinata, ci fanno dono di fiori e ghirlande. Riconosciamo tutti, uno per uno, i bimbi coinvolti nelprogetto Educating Children (Adozione a distanza). Nei prossimi giorni li incontreremo, per trascorrere assieme momenti di confronto, verifica e gioco. Decidiamo quindi di entrare nelle classi dei più piccoli, dove i volontari, suddivisi in piccoli gruppi, si impegnano ad insegnare canzoncine e filastrocche italiane ai piccoli scolaretti, che per contro si cimentano nell'insegnare a loro volta alcune canzoni tradizionali nepalesi. Nelle aule delle classi superiori le lezioni si svolgono con un'impronta più seriosa: lezione di geografia, per raccontare loro del nostro lontano paese e poi… tutti in cortile a giocare a bandiera, a pallavolo e ad improvvisare una palla prigioniera. Nel frattempo i consiglieri di Hanuman, con il comitato del villaggio, verificheranno i lavori della nuova struttura di servizi igienici e lo stato di mantenimento dell'edificio scolastico intero, oggi ricolorato di un azzurro intenso.

Ci rechiamo alla Shree Chandrodaya Higher Secondary School, dove, dopo aver ricostruito a nuovo la scuola, abbiamo completato anche la costruzione di nuovi servizi igienici. Verificato lo stato della struttura, ci intratteniamo con i rappresentanti della comunità per verificare l'opportunità di continuare l'ingrandimento di questa scuola, che ospita ora 700 studenti e che grazie al nostro contributo è potuta diventare College 10+2.

Sarà l'entusiasmo, che aleggia in tutti noi, sarà che il sole lentamente allenta il suo caldo abbraccio, saranno complici il solito tappeto verde ed una palla uscita come per magia non si sa dove, che scatta la grande sfida del secolo: partitona a calcio Nepal - Italia. Le regole sono nuove ed improvvisate, con due portieri in una porta, che escono a reti inviolate e con lanci stravaganti al pallone, colpito con pedule pesanti, che imprimono alla sfera un effetto contrario alla direzione desiderata. Ma la cosa più sorprendente è vedere gli amici nepalesi giocare scalzi!!!! Comunque Nepal 0 Italia 5. Che fatica!!!!!

La casa di Ravi, nascosta dal riso ormai alto, in questa stagione, ci aspetta con la solita animazione. Per il nostro arrivo sono tutti indaffarati a trovarci una sistemazione adeguata e come in un puzzle ogni persona, considerato che siamo in 30, compresi tutti gli amici nepalesi presenti, trova una sistemazione: chi sul terrazzo sotto le stelle, chi nelle stanze – granaio in compagnia di api e topolini ballerini e chi sopra la stalla, con sveglia automatica il muggito dei bufali alle 04.00 di mattina. Fumante ancora nei piatti il Dal Bat, tipico piatto nepalese, ci viene servito mentre il sole è già tramontato. Tutti si radunano intorno a noi incuriositi dalla nostra presenza. Timidamente i bimbi del villaggio, alla chetichella, arrivano poco per volta e nel giro di mezz'ora l'intero villaggio si trasferisce a casa di Ravi. In un piccolo fazzoletto di terra saremo ben presto almeno un centinaio di persone. L'immancabile ritmo delle canzoni nepalesi, trascina tutti in danze e balli, che si protrarranno fino a tarda notte. Alla fine, quando, anche il "sindachino" sarà stremato, mi stringerà la mano, con un bel sorriso stampato in viso e mi dirà: - Hanuman, it's late, sleep sleep!!! - e con la sigaretta in bocca si perderà nell'oscurità della notte. Si capisce che è arrivato il momento di andare a letto anche per tutti gli altri.

Oggi si parte di presto per una prima camminata di 2 ore e mezza. Andiamo ad inaugurare la Shree Basanta Primary School, da noi chiamata semplicemente di metà collina. Un difficile intervento, deciso lo scorso ottobre, per migliorare le condizioni dei piccoli studenti che erano costretti in un angusta e buia struttura. La scuola, sviluppata ora ad L, sorge sul promontorio, ove l'azzurro dei suoi muri si perde tra il verde di imponenti alberi che, con le loro fronde, le fanno ombra nelle calde giornate estive.

 

Aprile 2007 seconda parte

 

La comunità intera oggi è in festa.

L'aria ancora fresca, della prima mattinata, ci fa raggiungere agevolmente la porta di ghirlande di fiori da dove comincerà il corteo. Dalle lontane vallate giungono i suoni delle tablas, dei maggaa

khin, i tipici tamburi nepalesi, dei dhime, i grandi tamburi Newari, suonati attraverso l'impiego di percussori lignei flessibili, gli immancabili cimbali e le stridule trombe nepalesi. Come se colloquiassero gli uni con gli altri, da una vallata all'altra, pian piano ci raggiungono, per scortarci tutti assieme durante gli ultimi metri di sentiero. La scuola si intravede. Gli ultimi bimbi ritardatari, arrivati dai villaggi più lontani, ci superano con l'agilità di stambecchi, pur essendo quasi sempre scalzi e facendo mangiare la polvere a noi cittadini, che ci sentiamo pur sempre degli eroi ad affrontare questi trekking impegnativi, su per queste ripide colline.

Ancora uno sforzo e lo striscione di benvenuto ci accoglie all'interno del piccolo cortile della nuova scuola.

Per ultimo, sigaretta in bocca, il sindachino, ancora ansimante, ci raggiunge:

- Hanuman - chiama e con il sorriso e dei gran gesti mi mostra entusiasta la nuova scuola.La cerimonia procede con il solito rito: la delegazione in rappresentanza delle maestranze, che hanno eseguito i lavori, il corpo insegnanti, il preside, il discorso del nostro presidente, taglio del nastro e via alle danze con ritmi incalzanti e tanti bimbi sorridenti a farci compagnia, felici della loro nuova scuola.

Il sole, alto nel cielo, ci consiglia di proseguire alla volta della Shree Janagaun Primary School, la scuola sulla collina. Come piccole formichine colorate ci allineamo in una lunga fila, su per il sentiero, fra i campi terrazzati coltivati a riso. Altri fazzoletti di terra vengono ora arati dai silenziosi ed operosi buoi, con il giogo intorno al loro collo, che si perde nella possenza muscolare di questi animali tanto utili per le comunità locali. Il contadino, quasi fosse un surfista sull'aratro, solcando la terra appena mossa, ci manda un cenno di saluto con il solito disarmante sorriso. In lontananza si intravede la scuola, inaugurata nell'ottobre scorso ed ancora, con il passa parola e sorpassi vari, alcuni monelli ci raggiungono e superano, per darci nuovamente il benvenuto sul cocuzzolo della collina, dopo altre due ore di faticoso cammino. L'aria fresca, a quest'altitudine, ci ristora e l'Headmaster della scuola ci viene incontro a braccia aperte. I piccoli scolaretti in fila aspettano una carezza o un sorriso, che contraccambiano con gli occhi luminosi, ancora increduli nel vedere tanti regali per loro. Infatti anche questa volta abbiamo portato in dono centinaia di abitini, matite, penne quaderni e piccoli giochi. Il rientro al villaggio è agevolato da un sentiero completamente in discesa, quasi in verticale. Il sole, dispettoso, rispetto all'ora, cerca di intimorirci ancora con le sue ultime calde carezze, ma la luna dalla parte opposta, ci stringe l'occhio, a guisa di avvertimento. Infatti, giu' al villaggio, l'aria piacevolmente fresca prende il sopravvento sui deboli raggi, che si tuffano oltre la collina.

Come ogni mattina il risveglio, verso le 5,00, è scandito dal lento rianimarsi della natura e dal curioso vociare dei bimbi, che pian piano si radunano attorno alla casa per stare in nostra compagnia. Obiettivo odierno è la visita di una scuola fatiscente da ricostruire completamente su di un'altra collina, assai impervia, posta frontalmente rispetto a quella del giorno precedente. Ravi ci prospetta una percorso facile per raggiungere questo nuovo sito della Shree Bhairabi Primary School. Nonostante la nostra buona forma fisica e la presenza di alcuni appassionati di montagna, arrivare a destinazione si rivela molto impegnativo. Il sole impietoso ci accompagna per quasi tutto il percorso. Lasciato il verde bosco, rinfrescato dal ruscello, che vergognoso dei nostri passi corre verso valle, cominciamo a salire quasi in verticale fra terra rossa e rocce roventi. Non un anima durante il percorso e ad ogni cocuzzolo intravisto speriamo d'essere arrivati. Finalmente giungono i bimbi sorridenti e la loro presenza ci avverte che la scuola ormai non è più lontana. Nella loro consunta divisa scolastica, ci prendono per mano per accompagnare i più affaticati verso la loro scuola. Il silenzio del luogo viene rotto dal sorriso sincero di questi increduli visini.

La Shree Bhairabi Primary School, sorge proprio in cima alla collina, che divide le due vallate, consentendo a circa un centinaio di studenti di raggiungere la scuola da entrambi i pendii. Paesaggisticamente il luogo è fantastico. Una secolare pianta di mango sorge proprio di fianco alla scuola, coccolandola nei mesi caldi con i suo lunghi e possenti rami. L'edificio fatiscente consta di due classi non più grandi di 10 mq in tutto, con le pareti sfondate e senza banchi, un vero disastro!!! Il tempo di riposarci dalla lunga salita ed è ancora festa. I piccoli bimbi, che ancora arrivano dai vari villaggi circostanti, tutti in cerchio, ci avvolgono porgendoci ghirlande colorate di fiori. La banda organizza le danze, dove, come al solito, non ci facciamo pregare per gareggiare con questi piccoli ma esperti ballerini. I grandi intanto preparano il pranzo. Ancora giochi e balli assieme a questi piccoli studenti, che in noi ripongono la speranza di poter avere finalmente una vera scuola. Parliamo con i responsabili della comunità ed il preside per verificare la possibilità di un eventuale nostro intervento.

Giunti infine al villaggio, ci prepariamo per rientrare nella capitale. I saluti si prolungano ad oltranza, tanta è la gente che ci viene in contro, ringraziandoci e dandoci appuntamento alla prossima visita. Il "Sindachino" del paese ci abbraccia e, con gli occhi lucidi, si raccomanda di non dimenticarci di loro. I bambini rincorrono i nostri pulmini gridando e salutando. Fino a Kathmandu, durante le circa quattro ore di percorso, sono poche le parole che rompono il silenzio. Ognuno è immerso nei propri pensieri e toccato dalla forza delle emozioni percepite. Il nostro costante impegno, anche questa volta è stato ampiamente ricompensato dalla gratitudine di gente povera e semplice, ma ricca di valori rari. Mi giro verso gli ultimi arrivati nel nostro gruppo e qualcuno, ancora con gli occhi lucidi, accenna ad un sorriso, in segno di gratitudine.

Il paese intero si è fermato. Bungamati, villaggio sito a pochi chilometri da Kathmandu, è percorso da un brivido di emozioni: le strade, coperte da rossi ciottolati di antiche origini, le porte delle case aperte al passaggio della banda musicale e soprattutto gli schiamazzi dei bimbi che corrono avanti e indietro per avvisare tutti gli abitanti del nostro arrivo. Ogni cento metri, lungo la strada, appaiono striscioni di benvenuto agli ospiti e amici di Hanuman Onlus Italy, per la grande inaugurazione della Shree Adarrsha Saula Yubak Higher Secondary School. Il colore albicocca di questa imponente costruzione, antisismica, spicca imperioso nel verde della campagna, ora coltivata ad orzo. Tutti gli studenti aspettano ordinatamente in fila per darci il benvenuto. All'interno del cortile della scuola sono stati allestiti due enormi tendoni, volti a riparare gli ospiti dalla temperatura via via crescente. Oggi, i bambini diversamente abili, ospitati nella scuola, hanno l'importante compito di aprire la cerimonia con canti e suoni popolari in puro stile Newari. La cerimonia continua con la presentazione delle autorità ed i discorsi di rito. Ma è la nostra Presidente, Francesca Meneghello, oggi chiamata dallo speaker Menegoski, ad intrattenere tutti i presenti con il discorso di ringraziamento per la bella cerimonia e per il generoso contributo di tanti benefattori in terra italiana.

Oggi è una grande festa anche perché questa iniziativa ha visto il coinvolgimento della neonata struttura nepalese di "Hanuman Onlus Nepal", nuovo piccolo tassello che va ad aggiungersi alla realizzazione del grande puzzle progettato dalla nostra Associazione. Sul palco irrompono poi piccole danzatrici, che intrattengono le centinaia di persone intervenute con l'eleganza e la leggerezza tipiche delle danze orientali. Poi, come al solito, contagiati da un'irrefrenabile voglia di condividere, ci confondiamo tra loro e ci lanciamo nelle danze più disparate, interpretate un po' a nostro modo.

Infine, un forte temporale annuncia che la festa è finita e che la stagione dei monsoni sta per arrivare.

I pochi giorni a nostra disposizione sono terminati e, presi dai tanti impegni, non ci siamo accorti di quanto il tempo sia tiranno. I saluti, prima del rientro in Italia, al solito, sono il momento più difficile, ma lo superiamo con la consapevolezza di un prossimo ritorno.

La conclusione di due nuovi importanti progetti e l'impegno assunto per la realizzazione di altre missions, ci mantengono l'energia che quotidianamente ci anima nella raccolta dei fondi destinati a queste iniziative.

 

Grazie a tutti coloro che credono in noi.

 

Hanuman Onlus

makes me happy… and you?